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Compagnia di VenturaCacciatori di Sant'AngeloMaestri Balistrari di CastiglioneCastiglion Fiorentino
Via del Parione, 23
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Le Origini Fin dalla remota antichità, venivano chiamati cacciatori quei gruppi di soldati armati, con arco o con balestra, che portavano in battaglia l'astuzia, l'arte e la destrezza dei cacciatori di selvaggina del tempo.Questi forti, disciplinati e temuti soldati, venivano usati soprattutto per tendere agguati e porre costantemente in allerta le truppe nemiche. Riportano gli archivi comunali di Castiglione, che all'ora si chiamava aretino, che dopo la riconquista del paese da parte dell'esercito fiorentino, nella seconda metà del XIV secolo; fra i vari provvedimenti adottati ci fu quello di lasciare al controllo del borgo e del contado, una compagnia di balestrieri mercenari. Narrano ancora le cronache del tempo, che nel limitrofo castello di Montecchio Vesponi, dimorasse il capitano di ventura inglese John Hawakwood (Giovanni l'Acuto) conestabile supremo delle truppe fiorentine. Era lui, che con le sue lance, i suoi arcieri ed all'occorrenza i suoi fanti e i balestrieri, che tutelava combattendo su e giù per le signorie italiche, gli interessi della repubblica gigliata. Attualmente il gruppo, che adotta i colori guelfi bianco-rossi, si muove prevalentemente con un proprio campo medievale e si presenta in assetto da combattimento, con il grande scudo palvese e balestra manesca in spalla; riproponendo le armi e l'abbigliamento dei balestrieri del tempo. Come simbolo sul petto portano l'Arpia, figura mitologica adottata dall' Acuto e riportata sul suo pennone personale. La compagnia dei Cacciatori di Sant'Angelo, oltre che ricostruire un accampamento medievale dotato di:
Esegue anche:
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